Itinerario alla scoperta dei villaggi degli indigeni Shuar

I villaggi indigeni Shuar si trovano in zone difficilmente accessibili nella regione dell’Oriente meridionale dell’Ecuador.
Questa comunità è famosa per la sua antica tradizione di rimpicciolire le teste dei suoi nemici. Un macabro rituale terminato solo un paio di generazioni fa.
Shuar
Storia degli indigeni Shuar:
Un tempo gli Shuar si chiamavano Jivaro ed erano molto famosi e temuti per il loro macabro rituale. Rimpicciolivano i crani umani. Infatti, gli antichi shuar usavano rimpicciolire la teste dei nemici uccisi durante i combattimenti. Le tsantsas, ovvero, le teste rimpicciolite. Oggi è possibile vederle esposte nel Museo Municipal de Guayaquil.

Negli ultimi decenni, con l’avvento delle molte Missioni Salesiane, i costumi e le tradizioni delle Shuar sono andate via via scomparendo. Ma è ancora possibile incrociare persone anziane, soprattutto donne, con vistosi tatuaggi sul corpo e sul viso.

Come raggiungere Sucua il centro indigeno Shuar:
Sucua è un centro a 23 km da Macas, ed è il cuore degli indigeni shuar. Quando arrivate a Macas, potreste imbattervi in una delle tante mappe o cartine che riportano piste e sentieri che da Macas vi portano nei villaggi degli shuar. Non calcolatele, in realtà questi sentieri non sono percorribili e non esistono mezzi di trasporto. Esistono solo due modi per arrivarci:

  1. Il più semplice è raggiungere la Missione di Sevilla, situata a circa un’ora a piedi sulla sponda del Rio Upano. Da Sevilla c’è un sentiero che raggiunge il Villaggio di San Luis. È un ottimo itinerario per ammirare anche le bellezze naturali. Lungo il percorso si attraversano le capanne degli indigeni che sono felici di offrirvi una gustosissima chica de yuca. Guai a rifiutarla. Una bevanda locale preparata dalle donne, le quali masticano la yucca e la sputano in una ciotola dove viene lasciata fermentare.
  2. La seconda possibilità per visitare i villaggi shuar è quella di noleggiare un velivolo leggero da Macas.
Booking.com